Il Concilio Vaticano II fu indetto nel 1961
da Giovanni XXIII, raccogliendo oltre 2000
vescovi da tutta la Terra, rappresentanti degli ordini religiosi, teologi
ed esperti, laici e osservatori delle altre confessioni cristiane In questa
ricorrenza, continuiamo la pubblicazione di alcuni passi della Gaudium
et Spes (Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo).
[…] “I popoli attanagliati dalla fame chiamano
in causa i popoli più ricchi.
Le
donne rivendicano, là dove ancora non l'hanno raggiunta, la parità con gli
uomini, non solo di diritto, ma anche di fatto. Operai e contadini non vogliono
solo guadagnarsi il necessario per vivere, ma sviluppare la loro personalità
col lavoro, anzi partecipare all'organizzazione della vita economica, sociale,
politica e culturale. Per la prima volta nella storia umana, i popoli sono oggi
persuasi che i benefici della civiltà possono e debbono realmente estendersi a
tutti.
Sotto tutte queste rivendicazioni si cela
un'aspirazione più profonda e universale.
I singoli e i gruppi organizzati anelano
infatti a una vita piena e libera, degna dell'uomo, che metta al proprio
servizio tutto quanto il mondo oggi offre loro così abbondantemente.
Anche
le nazioni si sforzano sempre più di raggiungere una certa comunità universale.
Stando così le cose, il mondo si presenta
oggi potente a un tempo e debole, capace di operare il meglio e il peggio,
mentre gli si apre dinanzi la strada della libertà o della schiavitù, del
progresso o del regresso, della fraternità o dell'odio. Inoltre l'uomo prende
coscienza che dipende da lui orientare bene le forze da lui stesso suscitate e
che possono schiacciarlo o servirgli. […]
Ma
l'uomo può volgersi al bene soltanto nella libertà.”
(tratto
dai capitoli 9-10)